Un pò di storia del Cranio Sacrale
In passato si parlava di discipline alternative, all'interno del più ampio campo della medicina alternativa, dove si inserivano tutti quei metodi diversi dalla medicina allopatica (medicina ufficiale): omeopatia, medicina cinese, fitoterapia, ecc. Tutte queste medicine avevano alle spalle una lunga tradizione, alcune di migliaia di anni, altre più recenti, ma tutte in sintonia con un approccio globale e naturale alla persona.
Oggi si parla di medicine e discipline complementari, nel senso che non sono necessariamente alternative, cioè usate “al posto di”, ma complementari alla medicina ufficiale, con la quale da qualche decennio è iniziato un dialogo e sta prendendo corpo la possibilità di collaborazione e integrazione.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce già da tempo la salute non come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale.
Vede la salute come un diritto che si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali delle persone e chiede ai singoli stati che la salute vada gestita non solo attraverso il sistema sanitario, ma anche tramite la modifica di tutti quei fattori che influiscono negativamente sulla salute e la promozione di tutti quei fattori che la favoriscono. Non basta quindi curare, ma anche prevenire, informare, sensibilizzare e promuovere i comportamenti sani e orientati al benessere.
L'importanza del benessere e delle discipline che lo possono favorire sta iniziando ad essere sempre più riconosciuta anche a livello legale, e lo sarà sempre di più. La disciplina Cranio Sacrale rientra in questo nuovo campo in espansione. Una delle prime leggi italiane che si occupa di queste discipline è la Legge Regionale Toscana 2/2005.
Per discipline del benessere e bio-naturali si intendono le pratiche e le tecniche naturali esercitate per favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona.
Tali discipline non si prefiggono la cura di specifiche patologie, ma intervengono a sostegno e potenziamento di uno stato di salute, che è presente anche nelle condizioni di malattia.
La legge toscana definisce il Cranio Sacrale come un “trattamento dolce e non invasivo attuato con diversi stili e metodiche operative, che opera allo scopo di preservare, consolidare e favorire lo stato di salute e benessere della persona, considerata nella sua globalità somatica. Si avvale di specifiche tecniche manuali non invasive e rispettose che prevedono un contatto dolce e leggero, applicato in varie zone corporee: direttamente o indirettamente collegate al Sistema Cranio Sacrale o Sistema Respiratorio Primario, comprese le zone connesse al sistema viscerale. Tali tecniche stimolano l'attivazione delle risorse innate e delle intrinseche capacità di riequilibrio, nonché la spontanea riorganizzazione, integrazione delle funzioni vitali e capacità di armonizzazione con i ritmi naturali.”

Quindi abbiamo come punti salienti della professionalità di un operatore Cranio Sacrale:
- approccio olistico alla persona e alla sua condizione;
- promozione della salute e miglioramento della qualità della vita, conseguibili mediante la stimolazione delle risorse naturali della persona secondo le metodiche specifiche del metodo Cranio Sacrale;
- educazione a stili di vita salubri e rispettosi dell'ambiente;
- non interferenza nel rapporto tra medici e pazienti e astensione dal ricorso alla prescrizione di farmaci di qualsiasi tipo.
